Due ruote tra cielo e mare
In fuga dalla quotidianità a Moneglia (GE).
“Respiro profondamente prima di tentare l’attacco in salita. Al prossimo tornante, vedrò aprirsi l’orizzonte e la vista del Golfo di Moneglia, abbracciato dalle lingue di terra che si spingono in mare come se volessero trattenerlo ancora un po’ prima della partenza, sarà la mia dolce compagna di fuga. Ecco: l’ultima salita seleziona ulteriormente il gruppo di testa.
E’ il momento di scattare. Non mi volto. Sento le gambe che chiedono pietà ma ho nelle orecchie solo il vento della Liguria. Mi lacrimano gli occhi. Li asciugo col braccio e quando il mio viso è finalmente libero, gli ulivi mi scorrono a fianco, per lasciare progressivamente spazio ai pini e ai lecceti. Se potessi farlo, mi fermerei qui. Per fissare in maniera indelebile nella mente l’immagine di questo momento unico, in cui il cielo e il mare si baciano grazie all’intercessione di un gigante verde dall’insospettabile vena romantica…”
Questo potrebbe essere un estratto dal ‘diario di bordo’ di uno dei ciclisti che, nel 1909, presero parte al primo Giro D’Italia, rivestendo di lustro sportivo le incredibili strade del promontorio ligure. Potrebbe però anche essere il quadro che incanta gli occhi di chi vuole un’estate diversa, divisa tra la calma di una giornata in spiaggia, accarezzati dal vento mite del golfo, e lo sfogo muscolare di una gita su due ruote ad alta quota.
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